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Bollati Boringhieri Novità maggio - luglio 2004

A cura di Domenico Gioffrè

Il dolore non necessario Prospettive medico-sanitarie e culturali

Prefazione di Mario Luzi

"Temi 142", formato 11x19, pp. 183, con 10 tavole fuori testo a colori, EURO 12,00

Il contenuto

Il dolore è il sintomo più comune di una malattia.È un campanello di allarme importante che segnala il rischio di perdita della integrità psicofisica. Se questo è vero nelle malattie acute non lo è nelle patologie croniche, quando il dolore perde la sua funzione di "sentinella" e diventa esso stesso "malattia", causa di sofferenze inutili e umilianti. I progressi della farmacologia negli ultimi vent’anni consentono di controllare il dolore in oltre il 90 per cento dei casi, sia che si tratti di dolori legati alle patologie tumorali, sia nei dolori cronici che interessano patologie gravi come, per esempio, quelle a carattere degenerativo senza guarigione possibile. Eppure nel nostro paese la "terapia" del dolore è poco praticata, come dimostra il bassissimo consumo di farmaci oppioidi e la carenza di strutture ospedaliere adeguate. Rivolto al grande pubblico, il volume affronta il tema del dolore anche dal punto di vista culturale, nell’intento di suscitare una consapevolezza diffusa che agisca sulla pratica e sulle istituzioni sanitarie.

L’autore

Domenico Gioffrè, neurobiologo, lavora all’Istituto di Biofisica del Consiglio nazionale delle ricerche di Pisa. Da alcuni anni dedica parte del suo tempo alle attività del locale Tribunale per i diritti del malato. Ha diretto il Convegno nazionale Le vie del dolore sono infinite. "Curiamo" i dolori inutili, svoltosi a Pisa il 4 febbraio 2003, dal quale ha preso avvio il progetto di pubblicare questo volume.

Tra gli autori dei contributi, oltre allo stesso Gioffrè, si possono citare, sul versante medico-sanitario, il professor G. L. Gessa, il dottor M. Falconi, il professor V. Ventafridda e, sul versante culturale, i professori R. Bodei,

L. M. Lombardi Satriani e C. Furgoni.

 

Carl Gustav Jung

Un mito moderno

Le cose che si vedono in cielo

Presentazione di Augusto Romano

Traduzione di Silvano Daniele "Universale Bollati Boringhieri n. 276", formato 13x19 pp. 160 con 8 illustrazioni fuori testo, EURO 15,00

Il contenuto

In questo saggio del 1958 Jung si occupa dei sempre più numerosi, all’epoca, avvistamenti di "dischi volanti". Da una rassegna dei dati obiettivi disponibili sul fenomeno e dall’analisi delle sue tracce nei sogni e nelle opere degli artisti, conclude che si tratta di immagini unificatrici prodotte dall’inconscio con una funzione di rassicurazione, di fronte a uno stato di smarrimento collettivo negli anni del dopoguerra. Ma non esclude l’ipotesi – suffragata dalla sua teoria della sincronicità – della percezione di realtà fisiche concrete non ancora dimostrabili con strumenti scientifici.

Qualche anno prima aveva affermato: "Studiando l’inconscio ci si imbatte nelle cose più straordinarie, dalle quali i razionalsiti distolgono con l’orrore lo sguardo per poi sostenere di non aver visto niente. L’irrazionale pienezza della vita mi ha insegnato a non scartare mai nulla, neanche quello che urta contro tutte le nostre teorie […] o che sembra per ora inspiegabile. Le parole che seguono immediatamente, "a nessuna scoperta si può giungere nella certezza, nella sicurezza e nella tranquillità", appaiono oggi, in anni non meno carichi di prospettive inquietanti, un commento estremamente significativo alle vicende delle esplorazioni spaziali: l’invio di apparecchiature su Marte e, in futuro, lo sbarco di esseri umani su questo pianeta possono essere accompagnati sul piano cosciente da sentimenti di esaltazione o anche da perplessità e timori; ma non possono non avere riflessi profondi in chi considera questi fatti anche come eventi soggettivi, dunque di natura simbolica.

Carl Gustav Jung

Psicologia dello yoga Kundalini

a cura di Sonu Shamdasani

Edizione italiana a cura di Luciano Perez

"Manuali di Psicologia Psichiatria Psicoterapia. I seminari di C. G. Jung", formato 16x24, pp. 184, con 8 illustrazioni fuori testo a colori, EURO 20,00

Il contenuto

Dal 3 all’8 ottobre 1932 l’indologo Wilhelm Hauer tenne al Club psicologico di Zurigo un ciclo di sei conferenze dal titolo Lo yoga, e in particolare il significato dei cakra. Nelle settimane successive Jung dedicò quattro conferenze all’interpretazione psicologica dello yoga Kundalini. Per Jung l’incontro fra la psicologia occidentale e il pensiero orientale è la base della possibilità di fondare una psicologia degna di questo nome. Il volume, che si affianca a Analisi dei sogni uscito nel 2003, si inserisce nell’immenso filone dell’interesse per il pensiero orientale, e in una linea ben precisa di testi junghiani presenti nel nostro catalogo (per citarne solo uno, vedi la recente riedizione del Segreto del fiore d’oro). La proposta al pubblico italiano di questo seminario ha anche il senso di spendere l’autorità di Jung per sottolineare l’incrocio fra teorie e pratiche psicologiche e pensiero orientale, che appare uno dei fatti centrali negli sviluppi odierni della riflessione sull’uomo e sul malessere dell’esistenza: vedi la recente apertura della psicologia e psicoterapia cognitiva al concetto di mindfulness (un particolare tipo di consapevolezza raggiungibile attraverso pratiche di meditazione buddhista), documentata dal volume di Segal Williams e Teasdale di prossima pubblicazione.

Completa il volume un glossario (a cura di Giuliano Caposio) dei termini sanscriti presenti nel testo.

 

 

 

Joyce Milton
Malpsychia Abraham Maslow e il movimento della psicologia umanistica

Introduzione di Giovanni Jervis

Traduzione di Antonella Caramia "Saggi. Psicologia", formato 15x22, pp. 320, EURO 30,00

Il contenuto

All’inizio degli anni sessanta del Novecento, lo scienziato sociale Abraham Maslow prediceva che gli psicologi sarebbero subentrati alla religione nel controllo dei valori e che avrebbero creato una società ideale fatta di "uomini e donne autorealizzati". Allievo delle antropologhe Margaret Mead e Ruth Benedict, Maslow divenne il profeta della psicologia umanistica, movimento che assunse grande diffusione e portata mondiale grazie all’opera del guru californiano Carl Rogers e di Timothy Leary, il non dimenticato apostolo dell’assunzione dello lsd a fini di liberazione personale. Tutto un mondo che rivive attraverso i corposi ritratti di quei personaggi e la ricostruzione della diffusione degli insegnamenti di Maslow anche a livelli più popolari, come nell’attivismo politico di Abbe Hoffman e nel femminismo di Betty Friedman

o nelle teorie educative antiautoritarie che puntavano sullo sviluppo della "conoscenza intrinseca" dei bambini. Intollerante dei limiti umani e ansioso di mettere il self al centro dell’universo, il movimento della psicologia umanistica sembrò trionfare, ma l’esito non fu Eupsychia, l’ideale di Maslow di una personalità "pienamente umana". Fu invece una cultura del narcisismo che si esprimeva in chiacchiera psicologica di cui, secondo l’autrice, restano tracce nella odierna cultura terapeutica.

L’autrice

Joyce Milton, autrice di fortunate biografie (Lindberg, Chaplin) e coautrice con Ronald Radosh di The Rosenberg File, ha pubblicato tra l’altro The First Partner: Hillary Rodham Clinton (1999).

www.bollatiboringhieri.it e-mail: info@bollatiboringhieri.it

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