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Psicoterapia cognitiva e depressione maggiore:
dalle indicazioni classiche alla formulazione
di un modello integrato.

di Alessandro Calzeroni

Riassunto:

Sono passate in rassegna, dapprima, le indicazioni cliniche classiche della Psicoterapia Cognitiva (PC), usata da sola o in combinazione con la farmacoterapia, ed i risultati ottenuti, nel campo del trattamento dei Disturbi Affettivi Maggiori, confrontati con quelli dei farmaci antidepressivi e di altre psicoterapie. La PC si dimostra efficace anche nella cura delle forme severe di malattia e l’associazione ab initio o routinaria di PC e farmaci antidepressivi non sembra più efficace delle due terapie usate da sole. L’integrazione di "fasi cognitive" e "fasi farmacologiche" (e "fasi" di altra matrice psicoterapeutica) nel continuum terapeutico antidepressivo, oltre a dimostrarsi fin d’ora promettente in termini di efficacia clinica, appare supportata da un modello neuropsicologico ateoretico rappresentato dalla specializzazione degli emisferi cerebrali.

 

Le attuali indicazioni per l’applicazione della Psicoterapia Cognitiva (PC) alla cura dei disturbi depressivi provengono e trovano conferma nei risultati conseguiti dai numerosi studi, prevalentemente condotti all’estero, in cui l’intervento cognitivo è stato messo a confronto con quello psicofarmacologico (per una rassegna sull’argomento, Calzeroni 1994a).

Nella risoluzione dell’episodio depressivo acuto la PC da sola risulta significativamente più efficace rispetto al placebo (Elkin 1989) e alla terapia antidepressiva con triciclici classici in tre studi controllati (Rush 1977; Kovacs 1981; Teasdale 1984), mentre in altri sette studi di confronto presenta un’efficacia del tutto sovrapponibile a quella dell’intervento farmacologico (Blackburn 1981; Murphy 1984; Simons 1984; Beck 1985; Persons 1988; Elkin 1989; Hollon 1992).

Questo dato appare tanto più significativo in quanto ottenuto da gruppi di ricerca composti non solo da terapeuti a prevalente orientamento cognitivista, ma anche da team di stretto approccio biologico-farmacologico o da team misti appartenenti a differenti centri universitari.

La frequenza di interruzione non concordata della terapia (dropout) nei gruppi trattati con PC è risultata inferiore a quella dei pazienti trattati con farmaci in ben tre studi (Rush 1977; Kovacs 1981; Murphy 1984) in cui tale variabile era stata contemplata. Queste osservazioni, benché in attesa di conferme provenienti da studi futuri più attenti a identificare le caratteristiche dei pazienti che interrompono precocemente il trattamento psicoterapeutico, permettono fin d’ora di sottolineare la rilevanza specifica, rispetto a quanto rilevabile nel setting farmacologico, del particolare rapporto terapeuta-paziente creato dal setting cognitivo nel prevenire il rischio di abbandono precoce del trattamento.

Quando si passano in rassegna i risultati degli studi di follow-up l’efficacia clinica manifestata nel trattamento acuto dalla PC usata da sola viene enfatizzata dalla presenza di un tasso di remissione completa che è uguale in due (Blackburn 1981, Hollon 1986) ma superiore in ben cinque studi (Rush,1977; Kovacs 1981; Simons,1986; Shea 1992; Evans 1992) rispetto a quella dimostrata dall’antidepressivo triciclico usato da solo. Inoltre, il tasso di ricaduta clinica nel periodo di follow-up nei pazienti trattati con PC è sistematicamente inferiore a quello manifestato dai pazienti trattati col farmaco in tutti e sette gli studi considerati. Infine, il tasso di dropout dei pazienti trattati col solo farmaco è risultato, confrontato con quello dei pazienti seguiti con PC, maggiore in due studi (Rush 1977; Blackburn 1981) ed uguale in altri due studi (Shea 1992; Evans 1992).

A partire da questa dimostrata efficacia antidepressiva ‘sul campo’, lo scopo di questo lavoro è quello di evidenziare qual’è stata l’evoluzione compiuta negli ultimi anni dalla psicoterapia cognitiva nel campo delle indicazioni cliniche e metodologiche, utilizzando in modo paradigmatico la sua applicazione nei disturbi dell’umore.

Vedremo, quindi, dapprima quali sono le indicazioni classiche per il suo utilizzo, da sola o combinata alla farmacoterapia, nello specifico campo della terapia antidepressiva. Infine, si presenterà un modello d’intervento integrato in cui la psicoterapia cognitiva può essere utilizzata sinergicamente alla farmacoterapia o ad altre forme di psicoterapia in uno stesso programma terapeutico

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