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CONVERSAZIONE CON MARCO BELLOCCHIO SUL SUO ULTIMO FILM: "LA BALIA"

Albertina Seta

Psichiatria e Follia nel film

D. La psichiatria è molto presente nel film. In particolare, in alcuni dialoghi tra il più anziano prof. Mori e il medico più giovane, quest'ultimo esprime il proprio sconforto riguardo alla professione, mentre il primo cerca di riportarlo alle ragioni della "cura". Ma... quella era una psichiatria ottocentesca, che non poteva curare. A quale psichiatria si riferisce allora la dialettica tra i due personaggi? Che riferimento si può trovare ai problemi odierni della psichiatria?

R. Lì, direi, è proprio l'esempio di un dialogo rapportato all'oggi.
- Il dialogo in realtà era più lungo, noi abbiamo preferito sintetizzarlo, perché continuo a credere che il cinema sia più immagini che non parole -. Mori, in quel momento del racconto, è chiaro, contrappone all'altro una sua crisi personale e tiene conto dell'infelicità della sua vita privata.
Il giovane medico ha un atteggiamento generoso e fanatico, egli, sostanzialmente, è come quei medici del tempo maoista, che andavano per le campagne, o come i medici di quel periodo - che erano quasi tutti socialisti - che andavano, per esempio, nell'agro pontino a curare la malaria, e che identificavano l'intervento soprattutto nel soccorrere, nell'impedire, o nel ridurre, nel lenire, le spaventose condizioni economiche della povera gente di allora.
Mori, il professore, gli oppone la propria esperienza, che non è più soltanto esperienza di manicomio, ma è esperienza della sua vita. Lui dice: - come se la malattia mentale non esistesse÷ invece, la malattia esiste÷ - implicitamente dice - ÷ho cominciato a capire che esiste, non solo qui, ma anche a casa mia, e forse esiste anche in me stesso.-

D. La situazione personale di Mori, la sua famiglia viene investita dalla follia/malattia della moglie, di fronte ai quali emerge l'impotenza/malattia del loro rapporto. Una follia ben diversa da quella manicomiale - lei sembra dunque dirci - ben peggiore. Di che follia ha voluto parlarci? Questa crisi ha una soluzione nel film?

R. Noi sappiamo che la famiglia: sia essa alto borghese, medio borghese, piccolo borghese, che l'istituzione familiare, in definitiva, produce follia.
Non è che io volessi fare un affresco storico. E' chiaro che lì, in quel contesto, la follia si vede anche nelle tende, nelle pareti della casa, ma è soprattutto nel rapporto tra marito e moglie.
L'uomo, cosa del resto abituale, avendo tutta una serie di risorse esterne: il lavoro, l'identità professionale molto alta, tende a coprire la propria freddezza. La follia , in questo caso, nasce dal loro rapporto. Certamente lui è ben responsabile . E' proprio la sua ..freddezza, potremmo dire in parole poverissime, che costringe questa donna a essere sola in se' stessa, e la solitudine - lo sappiamo -, il non aver rapporti con gli altri, è il peggior nemico. Quindi, lui favorisce la follia della moglie.

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