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"L'ACIDO GAMMA-IDROSSIBUTIRICO
Pregi, limiti, perplessità: dalla revisione critica della bibliografia

di Giorgio Madeddu
Responsabile del "Centro Alcologico" per la diagnosi, cura e riabilitazione delle alcol-dipendenze (già Dispensario Alcologico)di Carbonia (CA).

  • PREMESSA
  • STORIA
  • PASSATO REMOTO
  • GHB e Delirium
  • PASSATO PROSSIMO
  • PRESENTE
  • CONCLUSIONI
  • BIBLIOGRAFIA

  • GHB e Delirium

    Impiegammo parecchio tempo (maggio 1989 - marzo 1991) per reclutare 4 pazienti con florido DT che non presentassero contemporaneamente gravi patologie organiche, infezioni, epilessia, traumi cranici precedenti, grave disidratazione. Il risultati dimostrarono che il GHB somministrato per via orale ad alte dosi (20 mg/kg al T0 raddoppiato alla terza ora, triplicato alla settima) è inadeguato ad affrontare il DT (12). I 4 pazienti studiati, visto l'esito fallimentare del GHB per os, hanno in seguito ricevuto il nostro tradizionale trattamento (28) (clordiazepam per via venosa con associato, quando necessario, l'aloperidolo) ottenendo rapidi miglioramenti.
    Una successiva osservazione (30.03.1992) presso la divisione di Medicina dell'Ospedale Sirai di Carbonia (CA), ci portò a sospettare che il GHB fosse inadeguato anche nella prevenzione del DT.
    Infatti, un paziente manifestò un grave quadro di delirium benché assumesse da 48 ore dosi piene di GHB.
    Le conclusioni della seconda sperimentazione (12) mostrarono che il GHB presentava gli identici vantaggi offerti da lorazepam, tiapride e tioridazina. Al di là degli obiettivi previsti dal lavoro osservammo che nei giorni successivi all'interruzione del trattamento farmacologico, gli 8 pazienti del gruppo A (GHB) e gli 8 del gruppo B (lorazepam) e non i restanti due gruppi C (tiapride) e D (tioridazina) mostravano ansia, irritabilità, insonnia. Ipotizzammo, quindi, che il GHB producesse dipendenza fisica e sindrome da deprivazione. Altrettanto interessante ci sembrò vedere rapidamente ridursi il quadro astinenziale del gruppo A (GHB) con il lorazepam e del gruppo B (lorazepam) con il GHB.
    Ci sembrò legittimo pensare che tra GHB e lorazepam, ma più in generale tra il GHB e le benzodiazepine, esistesse dipendenza crociata. Sollecitammo quindi cautela (12):

    " nel somministrare il GHB agli alcoldipendenti si dovrebbero rispettare le medesime cautele adottate per le benzodiazepine, al fine di ridurre i rischi di una dipendenza ad uncinamento così frequente in questi pazienti”
    .
    Nel 1992 sentimmo pertanto il dovere di suggerire maggiore prudenza nel presentare in modo trionfalistico l'ingresso del nuovo farmaco (il GHB) nella pratica medica quotidiana e suggerimmo uno studio multicentrico che ponesse a confronto il GHB con le benzodiazepine, non limitando le comparazioni al solo placebo. L'elevato costo del GHB andava giustificato da ulteriori risultati clinici: già allora eravamo convinti che il GHB non rappresentasse nel trattamento dell'astinenza alcolica di grado lieve un superamento del molto più economico lorazepam.

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